Il Coordinamento
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AGGIORNAMENTI DA SAN BENEDETTO
Tra i motivi che hanno portato la nostra lista regionale alla rottura con la maggioranza c'è stata proprio l'ennesima scellerata scelta della giunta Spacca di appoggiare il il progetto folle dell'impianto di stoccaggio del gas a San Benedetto del Tronto.
E' necessario che tutti i cittadini marchigiani vengano informati sul business dell'energia che viene fatto dai soliti noti sulle loro spalle con la complicità dei politici locali, Spacca in testa, a discapito della salute, della sicurezza e del bene comune.
Per questo pubblichiamo volentieri gli ultimi aggiornamenti.
Liste Civiche Marche
Impianto gas in sotterraneo a San Benedetto del Tronto
articolo di Felice Di Maro
La placca Adriatica che si immerge sotto le Alpi e che tende a flettersi sotto gli Appennini a fine gennaio è stata al centro di vari eventi sismici in quanto ha avuto una rottura che ha interessato anche quella Tirrenica ed Euroasiatica . A spiegarlo all'Adnkronos (Terremoti: sismologo, scossa originata da collisione tra due placche ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 18:46) è stato Salvatore Barba, sismologo dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
L'attività sismica si sta manifestando con forza e in profondità ma Luciano Agostini, deputato del Pd nella conferenza stampa di venerdì 3 febbraio 2012 a San Benedetto del Tronto sul tema non ha dichiarato niente: la cosa non gli interessa. Naturalmente lo si ringrazia per il fatto che ha riferito che le risposte che gli sono state fornite dal Ministero dell’Ambiente in merito all’interrogazione da lui presentata nel novembre scorso che aveva al centro il progetto della Gas Plus di realizzare un impianto di stoccaggio gas in zona Agraria a San Benedetto del Tronto non lo convincono.
Nel testo presente sul sito della Camera si legge che si ritiene insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo Monti, e parliamo del sottosegretario all'Ambiente Tullio Fanelli. Le ragioni sono due: “la prima è che tale risposta non fornisce alcuna spiegazione convincente sulle ragioni, a suo avviso, comunque insussistenti, che possano giustificare la scelta di localizzare l'impianto in questione in un territorio ad alta densità abitativa e, in parte, addirittura, nel sottosuolo di un centro abitato, come S. Benedetto del Tronto, a forte vocazione turistica. La seconda ragione di insoddisfazione è data, invece, dalla conferma che - al di là dei richiami burocratici alla normativa vigente - nella vicenda in questione si è proceduto prescindendo di fatto da un reale ed effettivo coinvolgimento delle popolazioni che vivono sul territorio e degli amministratori locali che le rappresentano”.
Tutto Ok!!. Certo. La nave cammina e la fava si cuoce. A volte però capita che mentre fa l'inchino ci scappa il disastro. Ma le cose purtroppo non sono come appaiono e di belle dichiarazioni degli onorevoli piceni sono abituato a non fidarmi. Al di là della decisione della regione Marche sarà comunque il Ministero dello sviluppo economico a decidere e in sostanza parliamo di Passera e di Monti o di chi. Il governo attuale ha avuto o no il voto favorevole del deputato Luciano Agostini? Ma di che cosa parliamo.
Comunque andrà siamo in un vicolo cieco. Nella lunga risposta sulle problematiche relative all'impianto di stoccaggio gas della società Gas plus nel comune di San Benedetto del Tronto c'è di tutto e di più ma quella più strumentale riguarda che “la capacità di stoccaggio del giacimento è di 522 milioni di metri cubi di gas, comparabile con le capacità degli altri siti di stoccaggio già realizzati ed in corso di realizzazione o di autorizzazione in Italia” e per la verità non si dice che è strategico. E, guarda, guarda, “Viene inoltre valutato il contributo che lo stoccaggio può offrire per soddisfare i consumi di gas del territorio, attuali e previsti. Il sottosegretario Tullio Fanelli è veramente un tipo tosto. L'impianto non è strategico ma può e dovrà soddisfare i consumi del territorio.
Sarà un caso. Le conferenze stampa a San Benedetto del Tronto sembra che abbiano sempre un obiettivo nascosto non esplicitamente dichiarato. Mi riferisco a quella del movimento cinquestelle locale di venerdì 26 gennaio 2012 che oltre ai vari temi e tutti di rilievo da Maria Rosa Ferritto, consigliere comunale, sono state annunciate due interrogazioni, una sull'Invito/Diffida (circa 5000 firme raccolte) per la quale si chiede di conoscere i motivi per i quali il Sindaco di San Benedetto del Tronto non si è pronunciato, e la costituzione di un Forum. In una Lettera Aperta che gli ho inviato ho messo in evidenza che il Sindaco presenterà i motivi della sua inadempienza ma dubito, e molto, che si pronuncerà a favore del Forum.
Ho spiegato che i motivi si evidenziano dagli atteggiamenti assunti sull'impianto di stoccaggio gas in sotterraneo in un'area urbana e a un chilometro dalla Sentina, oasi protetta. Se avesse voluto coinvolgere i cittadini non avrebbe di certo costituito una commissione ma avrebbe scelto di fare un consiglio comunale aperto e una serie di incontri pubblici aperti a tutti con gli specialisti per rendere pubblicamente fruibili quelle che sono le criticità d'impatto ambientale che questo impianto presenta.
Ho fatto presente alla Ferritto che Alla scelta del Sindaco di snobbare la città, sabato14 gennaio c'è stata una ferma risposta dai cittadini che in oltre mille hanno partecipato alla fiaccolata gridando: “il gas non lo vogliamo”. Attendo una risposta da Maria Rosa Ferritto! Un Forum o è libero e disponibile per tutti e con uguale spazio oppure è riservato come è la commissione del comune che è una vetrina dei politici e professionisti nonché di simpatizzanti che vogliono l'istallazione di questo impianto.
Sia chiaro e senza equivoci. Un Forum può essere fisico e continuamente ritmato con incontri periodici oppure virtuale. Penso che le due forme potrebbero essere scelte insieme e il sito del comune potrebbe accoglierne le varie posizioni in campo. Ma deve avere un obiettivo preciso: coinvolgere i cittadini. Le regole, per regolare quanto meno le tensioni del confronto/dibattito che fino ad oggi è stato latitante o comunque per pochi dovranno garantire che lo scambio di opinioni avvenga alla pari e senza il peso di titoli politici o professionali.
A Maria Rosa Ferritto non pare che si si debba evitare che chi ha già altri strumenti di comunicazione, come la disponibilità dei media in quanto magari copre un ruolo istituzionale o è un professionista di peso debab avere anche la disponibilità di questo Forum.
Siamo lontani da un coinvolgimento di tutta la regione Marche. Con questi modi di fare poco cambierà e Spacca sarà contento di fare quello che crede. Ma dobbiamo fare un incontro regionale per per affermare che nelle Marche il gas in sotterraneo, vicino e sul mare non lo vogliamo. Sì ad un piano di ricerca di fonti energetiche alternative, pulite e non dannose per la salute
Felice Di Maro
CHI PAGA? - notizie dalle province -

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Mezzo milione di euro...addio!
Tanta è la cifra che il Comune di Mondolfo è stato condannato a pagare, dal Tribunale, per una controversia legale che risale al 1981 con una famiglia di Mondolfo.
Per la precisione euro 468.000 alla famiglia, euro 27.000 agli avvocati e spese legali, euro 5.000 all’Agenzia delle Entrate. La delibera consiliare, per chi volesse approfondire, è la n. 105 del 29.11.2011.
Quante cose si sarebbero potuto fare con tutti quei soldi?
Sistemare la viabilità di Marotta, mettere le telecamere contro i furti, migliorare le infrastrutture di proprietà pubblica, realizzare completamente la R.S.A. a Mondolfo e tante altre cose.
Alla fine pagano solo i residenti del Comune di Mondolfo, questo giochetto è costato, in media, 42,00 euro a testa, anche per neonato.
Non sappiamo quanto è costato veramente a chi le tasse le paga sul serio. Possiamo però intuirlo: tanto! Non sarebbe ora che chi commette gli errori poi raccoglie anche i cocci, invece di farli raccogliere sempre agli ignari cittadini?
Perché non pagano i responsabili di quell’enorme salasso nelle finanze pubbliche?
Aspettiamo risposte.
Liberi Cittadini per Mondolfo
SANITA' = CEMENTO

Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un'altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde.
Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l'assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale. Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell'ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l'ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono.
Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l'esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche. I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città.
Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l'ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili. Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovarsi.
Liste Civiche Marche
OH, COME SONO CIVICO !

INFORMAZIONE, POTERE E CIVISMO
Nelle cronache regionali dei quotidiani di ieri non c'era traccia dell'uscita di Liste Civiche Marche dalla maggioranza, c'erano invece ampi servizi sul convegno regionale del FLI. I titoli riportavano l'appello dell'on. Baldassarri rivolto alle liste civiche. Al convegno erano presenti ed invitati tutti gli esponenti di spicco dei partiti merchigiani, indifferentemente dagli schieramenti politici. Tutti, tranne le liste civiche.
Potrebbe apparire una strana modalità quella di rivolgersi alle liste civiche sui giornali e al contempo scegliere di invitare i partiti ai propri convegni e non i civici, tanto più che lo stesso giorno Liste Civiche Marche, coordinamento regionale di diverse liste civiche cittadine, annunciava la propria definitiva uscita dalla maggioranza di governo. In realtà non c'è da stupirsi, è ormai consuetudine dei politici rivolgersi alle liste civiche, naturali rappresentanti in tutti i comuni italiani della società civile, lo ha fatto Montezemolo quando è venuto nelle Marche, salvo poi anche lui dimenticarsi di invitarle, lo ha fatto Bersani dal palco pesarese della festa nazionale e lo ha fatto Spacca repuntando utili i 6274 voti che hanno portato in dote.
Lo fanno tutti, perchè le parole non costano nulla, perchè il civismo è la risposta alla nausea montante dei cittadini nei confronti dei partiti e quindi ci si rivolge alle liste civiche perchè un pò di verginità a buon mercato non guasta mai.
E' il caso di ricordare ai cittadini che sette anni fa proprio l'on. Baldassarri regalò per l'ennesima volta il governo della città di Pesaro al centro sinistra rompendo, prima ancora che nascesse, una allenza di fatto tra centro destra e lista civica che aveva i numeri per vincere, solo perchè i civici non accettavano il diktat che lui lanciava da Roma chiedendo allo stimatissimo professor Lucarelli di farsi da parte e portare voti al candidato del centro destra. Se l'on Baldassarri si è dimenticato di questo gesto prepotente e suicida non se lo sono scordato i cittadini e tanto meno i civici, così come ci ricorderemo bene dello stesso trattamento ricevuto dal fronte opposto; Spacca e i suoi partiti di centro sinistra possono scordarsi per sempre i nostri voti.
Questi signori dominano le cronache, gestiscono il potere, credono di imporre le loro scelte a tutti e per sempre. Noi al contrario crediamo che il loro declino è inesorabile, che i partiti hanno dimostrato di non essere capaci di ascoltare i cittadini ne di amministrarli. E' inutile che continuino a rivolgersi alle liste civiche perchè il solco che ci separa è sempre più profondo.
Liste Civiche Marche
BASTA CON QUESTA MAGGIORANZA

LE RAGIONI DI UNA SCELTA
Liste Civiche Marche ritiene conclusa la propria esperienza all’interno della maggioranza. La giunta del Presidente Spacca ha disatteso tutte le aspettative dei 6274 cittadini marchigiani che con il loro voto avevano delegato Liste Civiche Marche a rappresentarli esprimendo le proprie capacità progettuali, professionali e amministrative, e a portare avanti il programma che assieme agli altri partiti era stato sottoscritto.
Nessuno spazio e nessun ruolo è stato concesso ai civici all’interno dell’amministrazione, e il programma della coalizione è stato in larga parte disatteso.
Quel programma conteneva un rifiuto netto alla realizzazione di rigassificatori, l’impegno a ridurre i costi della politica, a proteggere e promuovere il lavoro, a difendere l’economia regionale, a favorire lo sviluppo delle piccole imprese e dell’occupazione, a potenziare i servizi sanitari territoriali.
Su questi specifici impegni abbiamo sempre sostenuto posizioni opposte rispetto al resto della maggioranza.
Energia: la nostra regione sta diventando una miniera d’oro per le grandi multinazionali, pronte a investire cifre enormi a fronte di ricavi assicurati da una legge assurda che garantisce l’acquisto dell’80% dell’energia prodotta. Senza tenere in alcuna considerazione il PEAR -che dimostra l’inutilità di tanta produzione, la distruzione del nostro paesaggio, l’alto rischio che comportano certe opere- Spacca ha deciso di rimangiarsi la parola sugli impegni presi e ha dato il via al progetto del rigassificatore di Falconara, in contrasto con la decisione dei comuni interessati, come Ancona e Senigallia, delle associazioni ambientaliste, degli operatori nei settori della pesca e del turismo, di tanti cittadini riunitisi in comitati di lotta.
Non soddisfatto, ha mandato l’Assessore Donati a rassicurare i cittadini di San Benedetto del Tronto sulla presunta “sicurezza” del progetto di stoccaggio del gas e di altri progetti altrettanto inutili se non devastanti o pericolosi come centrali turbogas, impianti fotovoltaici nelle campagne, inceneritori, mega pale eoliche.
Costi della politica: abbiamo ripetutamente chiesto l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e la riduzione immediata degli emolumenti, abbiamo presentato la mozione in diversi comuni che l’hanno votata e trasmessa alla Regione. La risposta furbesca è stata rimandare tutto alla prossima legislatura, quindi tagliare sì, ma ai posteri. La maggioranza ha addirittura sposato la proposta del PDL di ridurre i consiglieri, che seppure comporterà un irrisorio risparmio, consentirà ai grandi partiti di rendere ancor più difficile ai partiti minori di essere rappresentati. Abbiamo anche chiesto la soppressione degli enti inutili, assistendo come risultato alla resurrezione di quelli aboliti per distribuire un maggior numero di posti e alla costosa e incomprensibile integrazione del cugino del Presidente nel proprio staff.
Lavoro: la vicenda della Fincantieri, dei 205 operai che volevano lasciare a casa e dei 1500 lavoratori della Ardo rimasti fuori dalla ricollocazione Porcarelli, hanno visto di nuovo la Regione prontamente schierata al fianco delle aziende e delle loro decisioni contro sindacati e lavoratori.
Imprese e occupazione: sono migliaia le piccole imprese marchigiane che hanno chiuso negli ultimi due anni e nessuna di loro ha avuto la stessa attenzione che la giunta ha dedicato ai grandi capitali, tanto da creare dissidi con la stessa Confindustria.
Economia regionale:uno dei costi determinati dalle regioni è quello della benzina, che nelle Marche è il più alto d’Italia. Questo dato parla da solo, perché riguarda i cittadini e si ripercuote sull’aumento dei prezzi, con la conseguente riduzione dei consumi.
Sanità: la voce che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali è gestita con una politica incomprensibile, che accentra tutto sul capoluogo e chiude la strutture nei territori, promette nuovi modelli e funzionalità mentre obbliga i cittadini a interminabili code alla mobilità passiva.
Questo disastro politico è il risultato del tanto celebrato “modello Marche”, un esperimento al quale noi stessi abbiamo voluto credere e che coerentemente abbiamo sostenuto, ma che si è rivelato essere unicamente una manovra centrista e consociativa voluta dai partiti nazionali per garantirsi il controllo incontrastato del potere; un’azione che non ha nulla a che vedere né con gli ideali né con gli impegni presi con gli elettori, bensì con modalità collaudate di riciclaggio di personaggi politici usurati. Un modello che il paese non vuole più e che ha portato questa alleanza a chiudersi sempre più dentro il palazzo.
Un modello che noi civici non possiamo condividere né sostenere e che ci impone di tornare tra i cittadini.
Liste Civiche Marche
UN GRANDE SUCCESSO

La fiaccolata organizzata a San Benedetto del Tronto contro la centrale di stoccaggio del gas ha avuto una grande partecipazione di cittadini.
I nostri amministratori, giunta regionale in testa, stanno svendendo il nostro territorio alle grandi multinazionali dell'energia.
Si vogliono costruire rigassificatori, depositi di stoccaggio, turbogas e tutto ciò che fa business, con costi economici ed ambientali altissimi, opere assolutamente inutili, pericolose e soprattutto sovradimensionate rispetto al fabbisogno energetico regionale, come documentato anche dal PEAR.
Perchè?
Perchè una assurda legge assicura loro comunque l'acquisto dell'80% dell'energia prodotta.
E chi paga?
Naturalmente noi cittadini.
Liste Civiche Marche
Stoccaggio gas in sotterraneo a San Benedetto del Tronto
di Felice Di Maro
Oltre mille cittadini hanno partecipato alla Fiaccolata “No Gas” a San Benedetto del Tronto. Forte si è gridato «Il gas non lo vogliamo» e anche «Sì ad un ambiente sostenibile» e «L'economia turistica è un bene comune» mentre l'interrogativo «Cosa lasciamo ai nostri figli?» non è stato solo uno slogan ma un impegno di ricerca che giovani e anziani hanno inteso assumere partendo dal No a questa centrale di stoccaggio gas in sotterraneo in zona Agraria che in un'area urbanizzata e a un chilometro dalla Sentina, isola protetta.
Dal palco è stato letto un documento della conferenza dei comitati di quartiere che hanno organizzato la manifestazione. E, si è invitato a continuare la raccolta delle firme, ne sono state protocollate già 3380. Si tratta di un Invito/Diffida rivolto al Sindaco, al Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, al Presidente della giunta regionale delle Marche, e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: il punto 6 chiede di non procedere al rilascio dell'autorizzazione senza che siano coinvolti nell'informazione e nella concertazione le istituzioni e le popolazioni dei comuni interessati dagli impatti delle attività. Si chiede un consiglio comunale aperto ai cittadini dove ognuno possa liberamente parlare.
Chi scrive è sempre in attesa che l'ing. Liliana Panei, dirigente del Ministero dello sviluppo economico (Divisione VII – Stoccaggio gas naturale e anidride carbonica) ritorni a San Benedetto del Tronto e spieghi quali garanzia questo impianto di stoccaggio gas in sotterraneo che si vuole costruire può dare che fughe di gas nell'ambiente non non ce ne saranno mai.
Naturalmente la si ringrazia per l'attenzione che ha mostrato nel rispondere ad una mail con la quale ha espresso la sua disponibilità, certo virtuale. Diversamente, l'amministratore delegato della Gas Plus non ha risposto. Per lui evidentemente valgono le pratiche di relazioni non con i cittadini ma improntate solo ad incontrare Sindaco e assessori. Non si capisce perché la stampa ha più vole sottolineato che la Gas Plus voleva aprire punti di informazione in città.
Sindaco e assessori sono responsabili di aver organizzato un incontro truccato il 23 dicembre del 2011. L'incontro presentato come momento della verità tra il rappresentante del Ministero dello sviluppo economico (ing. Liliana Panei), amministratore delegato della Gas Plus, e la commissione istituita dal comune si è svolto in una sala blindata da polizia e carabinieri e solo ai membri della commissione è stato permesso intervenire: l'amministratore delegato della Gas Plus non si è presentato. Come cittadini abbiamo potuto solo ascoltare, questa è la democrazia grazie al sindaco ed anche alle forze politiche della sua maggioranza.
Ma la commissione del sindaco, composta da assessori, consiglieri comunali, rappresentanti delle forze politiche non presenti in consiglio e professionisti, a chi crede di prendere in giro. Quali documenti ha prodotto fino ad oggi e perché chi ne fa parte ed è favorevole alla costruzione di questo impianto non promuove lui, e in prima persona, un'assemblea pubblica anche senza dibattito, e invece va disturbare quelle che si fanno per il No facendo il provocatore squallido. A San Benedetto del Tronto, attualmente, la provocazione, mirata ai temi delle ragioni del No e personalizzata è lo strumento privilegiato di coloro che sono favorevoli alla costruzione di questo impianto.
All'incontro del 23 dicembre l'assessore della regione Marche, Donati, ha detto che il gassificatore di falconara marittima è un modello. Questo gassificatore rappresenta la vergogna delle Marche. Rilanciamo nella regione Marche le ragioni per dire No al gas sia in sotterraneo e sia in serbatoi vicino al mare e industrie di raffinazione.
FREGATURA

il Governo Monti pensa di mettere in campo un'iniziativa legislativa sui servizi pubblici locali (acqua inclusa), a partire dal Consiglio dei Ministri del prossimo 20 gennaio.
Qualsiasi sia il provvedimento proposto sarà inevitabile la contrapposizione con l'esito referendario e il mancato rispetto della volontà popolare.
In merito ci vengono in aiuto un articolo de Il Sole 24 Ore di ieri (scaricabile qui) e un documento che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato al Governo lo scorso 05 gennaio (scaricabile qui).
Il quotidiano di Confindustria, sempre ben informato sulle intenzioni del Governo, oltre a scrivere diverse "imprecisazioni" sulle posizioni dei referendari, arriva a proporre la definizione delle forme di gestione del servizio idrico: per cui sostanzialmente si dovrebbe tornare alle tre forme di gestione (gara, società misto pubblico-privata, e affidamento "in house"), così come previsto dall'art. 113 del TUEL per tutti i servizi pubblici, poi successivamente traghettato nell'art. 150 del Decreto Ambientale per quanto riguarda l'acqua. Inoltre propone di mettere paletti ben precisi all'affidamento "in house".
In questo modo si arriverebbe ad escludere la possibilità di gestione tramite enti di diritto pubblico disconoscendo di fatto l'esito referendario.
L'Antitrust va ben oltre e arriva a chiedere al Governo l'estensione a tutti i servizi pubblici locali (quindi acqua inclusa) delle norme inserite nell'art. 4 della "manovra estiva". Infatti nel suo documento chiede di "limitare i casi di esclusione dalla nuova disciplina".
Questi, dunque, sembrano essere i propositi del Governo dei professori a cui va data sin da subito un'adeguata risposta affinchè si scongiuri la loro concretizzazione.
Per questo è stato predisposto l'appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!" che inoltriamo di seguito e in allegato, su cui è pronta una raccolta di firme on line. Puntiamo a raccogliere migliaia di firme già entro il weekend!
Firma e fai firmare l'appello del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
"Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!"
Diffondiamolo tra i nostri contatti, pubblichiamolo sui siti, blog, su facebook e richiediamo la sottoscrizione di personalità illustri del mondo della cultura e dello spettacolo, così come anche di giuristi, segnalandole alla segreteria operativa (
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) in modo da aggiornare costantemente il nostro sito.
Iniziamo una martellante campagna di comunicazione per bloccare le nefaste intenzioni del Governo Monti.
E' necessaria, infatti, una mobilitazione straordinaria in tutti i territori: organizziamo banchetti e volantinaggi per informare le cittadine e i cittadini, organizziamo iniziative (presidi in luoghi simbolici e visibili, dibattiti e assemblee pubbliche, flash mob etc etc), attiviamo i contatti con i media locali per denunciare i propositi del Governo, ritiriamo fuori le bandiere dell'acqua, appendiamo quelle della campagna di "Obbedienza civile", esponiamo striscioni.
Diamoci da fare, mobilitiamoci perchè oggi più di ieri si scrive acqua si legge democrazia!
ALTAMENTE INFIAMMABILE

La nostra amministrazione regionale sta prontamente diventando sempre più “Montiana”. Lo si capisce dalle grandi manovre dei centristi capeggiati dallo stesso Spacca e dal conseguente essere scopertamente disponibili verso i grandi appetiti privati.
Ci riferiamo in particolare al campo energetico dove le Marche stanno diventando una nuova frontiera per le multinazionali del settore, dai rigassificatori alle turbogas, dall’eleolico inutile al fotovoltaico selvaggio, insomma dove si può fare cassa noi marchigiani che siamo già autosufficienti per produzione energetica dovremmo continuare a regalare territorio e ambiente agli speculatori del settore.
Ultima bella trovata quella dello stoccaggio del gas a San benedetto del Tronto.
Ma i cittadini sono stanchi e gli animi sempre più infiammati, ultimamente a farne le spese è stato il consigliere comunale del PD Pasqualini aggredito durante un dibattito pubblico.
Siamo tutti convinti che la violenza va sempre e comunque condannata e nulla può giustificare una capocciata in faccia, ma è altrettanto certo che gli strenui difensori del mercato dovranno cominciare a fare i conti con l’esasperazione popolare.
Liste Civiche Marche
Venerdì 23 dicembre 2011 ore 12,00
Sala Consiglio comunale San Benedetto del Tronto
Sulla centrale di San Benedetto, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento del Dr. Felice Di Maro
La centrale di stoccaggio sotterraneo di gas metano che si vuole costruire a Porto D'Ascoli in zona Agraria presenta due livelli di rischio.
Uno è in funzione del tipo dell'impianto che attiva un ciclo articolato principalmente su immissione nel sottosuolo di gas metano prelevato dalla rete nazionale e, estrazione con relativa nuova immissione nella rete nazionale. L'articolazione del ciclo tende per sua natura a far depositare il gas verso l'alto e quindi a favorire combinazioni chimiche anche con apporti vari provenienti dall'ambiente libero che possono generare reazioni in tempo reale e progressive e non controllabili ed anche non eliminabili che possono provocare tratti di esplosioni e incendi.
L'altro si evidenzia dal sito scelto: il quartiere Agraria che dista poche centinaia di metri dal mare è una zona dove le alluvioni sono frequenti (l'ultima si è verificata martedì, 1 marzo 2011) e possono trasportare verso il mare quell'insieme di materiali prodotti da gas che possono, una volta liberi dalla pressione di immissione, fuoriuscire dagli alloggiamenti sotterranei.
I due rischi descritti in sintesi fino ad oggi non sono stati adeguatamente trattati e non hanno ricevuto attenzione con saggi e tali che possano in qualche modo essere considerati garanzie certe per la salute dei cittadini e per la salvaguardia dell'ambiente. Si tenga in debito conto che l'area prescelta per questo impianto si trova anche vicina all'epicentro dei terremoti che si sono verificati tra l'Abruzzo e le Marche. L'ultimo è stato registrato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia tra il 16 e il 17 dicembre e ben avvertito nella provincia di Ascoli Piceno: sono state registrate ben 17 scosse con epicentro nella Valle del Salinello tra la montagna dei Fiori e la montagna di Campli. Si è trattato di uno sciame sismico la cui evoluzione non è prevedibile.
Perché bisogna estrarre gas dalla rete nazionale e parcheggiarlo in aree sotterranee e successivamente reintrodurlo nella stessa rete nazionale? Quali sono le motivazioni tecniche? Si tratta di operazioni di mercato: acquistare il gas dalla rete nazionale e rivenderlo alla stessa ad un prezzo maggiorato. Ma perché queste centrali di stoccaggio sotterranee di gas metano debbono essere costruite in un si di una zona pede-appenninica come quella dell'Agraria? L'area è vicina a quelle interessate da attività sismiche.
Si spieghi. L'Italia si trova o no tra la placca africana e quella europea? Queste zolle convergono o no l'una contro l'altra? Quindi, si determina o no un accumulo di grandi quantità di energie che si deposita continuamente lungo le faglie le quali generano terremoti? Tali faglie sono presenti in Italia e in zona. Questi impianti In Italia non dovrebbero essere costruiti ma a Porto D'Ascoli sono altamente rischiosi.
A questa logica di mercato si contrappone il quadro dell'economia urbana della città di San Benedetto del Tronto. L'ecosistema dell'area interessata e nelle zone dei territori limitrofi non può ricevere alterazioni incontrollabili e non eliminabili. Già dove dovrebbe sorgere la centrale in 6 giorni su 7 la media giornaliera ha superato il limite di legge delle polveri sottili.
Quindi è necessario che l'ambiente venga maggiormente tutelato in quanto le attività prevalenti sono tutte in funzione del turismo. Si tenga conto che spiagge, alberghi, ristoranti, negozi vari non sono trasferibili in altro luogo. Il turismo è un'industria che non ammette delocalizzazione. Se il quadro ambientale degenerasse con un inquinamento progressivo, incontrollabile e quindi non eliminabile in tempo reale, i flussi di presenze turistiche si abbasseranno e si determinerà una crisi occupazionale non gestibile dell'intera città.
L'economia urbana della città di San Benedetto del Tronto rappresenta una motivazione primaria per la non realizzazione dell'impianto di centrale di stoccaggio sotterraneo di gas metano in quanto le funzioni di rischio inquinamenti ambientali e di tutela della salute dei cittadini e delle loro stesse attività di lavoro non sono soddisfatte da sicure garanzie.
Dr. Felice Di Maro
TROPPO FACILE

Liste Civiche Marche appoggia e promuove ogni forma di lotta contro la mancanza di giustizia sociale della manovra del Governo Monti.
Il tanto invocato e sbandierato intervento “tecnico” dei professori per salvare l’Italia si sta rivelando ogni giorno di più l’ennesima presa in giro. Per fare gli interessi delle banche non era certo necessario scomodare Monti, ma dal momento che i nostri politici si erano incartati sui veti incrociati e temevano di perdere voti, chi meglio del professore per togliere le castagne dal fuoco agli incapaci della casta.Del resto mettere le mani nelle tasche dei più poveri è la cosa più facile e scontata.
Ma veramente i taxisti fanno più paura degli operai, I farmacisti dei pensionati e i preti degli studenti?
I cittadini devono cominciare a far sentire la propria voce a questi signori, che il problema della pensione non l’hanno mai avuto.
Insegniamo ai professori e ai partiti come si fa una manovra e dove si prendono i soldi:
- PATRIMONIALE, colpendo i pochissimi che hanno redditi spropositati e nessun problema quotidiano si permetterebbe alle famiglie italiane di sopravvivere
- SPESE MILITARI, non siamo in guerra, un taglio netto del 50% rappresenterebbe già mezza manovra.
- TASSE ALLA CHIESA, che detiene circa il 30% del patrimonio immobiliare italiano, prende con l’8 per mille circa un miliardo di Euro ogni anno e pretende di non pagare Ici, Irpef, Imu, Ires, Tasse Immobiliari e Doganali, gas, acqua e fogne.
- SCUDO FISCALE, rimediamo almeno in parte allo scandalo che a permesso di ripulire anonimamente una montagna di denaro.
- EVASIONE FISCALE, 98 miliardi da riprendere solo dall’evasione sulle slot machine, uno scandalo che coinvolge mafie, politici e monopolio di stato.
- ASTA PER LE ASSEGNAZIONI TV, non è possibile regalare a Mediaset e RAI il digitale terrestre senza andare all’asta.
- TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA, i furbetti (vedi i politici marchigiani) bloccano i vitalizi per i posteri ma si tengono il privilegio per se e per i loro predecessori. I costi della politica sono anche gli sprechi quotidiani, gli enti inutili, le decine di privilegi di cui gode la casta.
Liste Civiche Marche si impegna nei comuni della regione a promuovere forme di lotta contro una manovra impresentabile e contro il servilismo dei partiti nei confronti dei potenti.
Liste Civiche Marche
REALTA' E DELIRIO

Da Il Fatto Quotidiano
Difendersi con tutti i mezzi democratici rimasti
Chi ci bombarda?
Sono i “proprietari universali”. Non hanno patria e sono pochi, ma sono potenti. Nelle attuali circostanze il loro quartier generale è a Wall Street, New York, Stati Uniti d’America.
I più importanti tra loro sono cittadini americani, ma la cosa è inessenziale. Essenziale è che il loro portavoce principale è il presidente degli Stati Uniti. Quello di turno. Essenziale è che possano usare le armi dell’America.
Ci bombardano perché sono falliti, ma essendo i padroni del pianeta (o ritenendosi ancora tali, anche se non lo sono più) non hanno nessuna intenzione né di ritirarsi né di pagare. Vogliono anzi che paghiamo noi. E’ dal 2008 che hanno deciso - loro che controllano la finanza mondiale - che bisogna liquidare l’euro e l’Europa, perché il primo minacciava la supremazia del dollaro (che è la loro moneta) e perché la seconda, ogni tanto, fungeva da terzo incomodo.
Così, prima hanno comprato la seconda, mettendo alla sua testa i loro uomini, scrivendo le sue leggi, scegliendo i suoi statuti e imponendoli ai popoli europei; e adesso attaccano il primo, perché la partita finale vogliono giocarsela da soli contro lo yuan cinese.
Significa che l’attacco non è contro questa o quella classe sociale: è contro i popoli dell’Europa (e del mondo). E’ l’attacco dello 0,01% contro il 99,99%.
Voi penserete che è una cosa assurda. E lo è. Ma questo non significa che sia irreale. Per mantenere il loro potere hanno la necessità assoluta di schiacciarci, di toglierci ogni via di fuga, di cancellare ogni nostra libertà, di ridurre al minimo vitale il nostro tenore di vita, di privarci della nostra autonomia, dei nostri pensieri.
Ci dicono che “poi” cresceremo, ma i pochi che ancora ragionano sanno bene che, riducendo i nostri salari e le nostre pensioni, i servizi sociali e tutto ciò che ancora ci aiuta a vivere, non ci sarà nessuna crescita. Ci sarà, al contrario, la recessione. Ma, com’è ovvio, non possono dirci la verità. E la verità è che sono andati in fallimento da soli, senza che nessuno, da chissà quale pianeta, li ostacolasse. Hanno prodotto il disastro con le loro morbide mani. Noi non c’entriamo con le loro follie.
E’ vero: ci siamo indebitati, perché ci hanno istupidito tutti a tal punto che abbiamo speso più di quanto potevamo permetterci. La pubblicità e lo spettacolo sono stati le loro più potenti portaerei (e infatti dovremmo attaccare, quando cominceremo a difenderci, in primo luogo quelle). Il resto, cioè il lavoro sporco, coperto, lontano dalla luce del sole, lhanno fatto fare ai loro maggiordomi, ben pagati, o ricattati, dopo essere stati corrotti, messi al comando dei paesi satelliti d’Europa.
Solo che - bisogna che ce lo ripetiamo, per non dimenticarlo - sono falliti. E’ non hanno nessuna ricetta per salvarsi. Neanche quella di sottoporci al macello sociale che stanno organizzando. Perché dalle misure di “austerità e di rigore” che pretendono di imporci si ricaverà, al massimo qualche centesimo per le caldarroste alla vigilia di Natale.
I proprietari universali, i banchieri globali non concepiscono la democrazia (sebbene possano pagare eserciti di servi che ne parlano ogni giorno per farci credere che viviamo appunto in democrazia). Un tempo ce l’avrebbero tolta con la forza, ma non ne avevano bisogno. Scelsero di preparare il terreno (quando sarebbe giunto il momento) per togliercela con il nostro consenso. Il momento è giunto. Loro sono arrivati al capolinea, e noi, a centinaia di milioni, viviamo dentro Matrix.
Ma anche Matrix comincia a sgretolarsi e dalle fessure entra l’aria, la puzza. Chi la sente si svegli. Dobbiamo cominciare a difenderci.
Giulietto Chiesa


