Il Coordinamento
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ONORE E MERITO

Le elezioni amministrative sono state vere e proprie elezioni politiche. I risultati parlano chiaro e sono in linea in tutt’Italia, il dato più evidente è che gli italiani cominciano a “smettere” con i partiti. Dunque rendiamo onore e merito ai cittadini che sono i veri protagonisti e vincitori di queste elezioni e che forti di questo risultato potrebbero non fermarsi più.
Dopo loro viene il Movimento 5 Stelle che ha saputo rappresentare l’alternativa concreta ed evidente al sistema partitico e sono stati giustamente premiati per questo.
Le due liste civiche aderenti a Liste Civiche Marche, Voce alla Città di Tolentino e La Nuova Città di Civitanova ottengono entrambe più del 5%, un buon risultato che paga però, come tutto il movimento civico italiano, lo scotto di alcune risposte non date.
La prima e più importante è quella di non essere riusciti ancora a costituirsi in un soggetto politico nazionale concreto e riconoscibile.
Da anni il movimento civico cerca di strutturarsi in questo senso ma è sempre stato diviso dal pronto intervento dei partiti che hanno distrutto in tutti modi ogni processo costituente. Lo fece Prodi nel 2007 affossando Governo Civico, la prima lista civica nazionale a cui inizialmente partecipava anche Beppe Grillo, lo ha fatto Spacca nelle Marche nel 2011 costringendoci ad uscire dalla sua maggioranza.
Ma forse l’errore, su cui tutto il movimento civico deve interrogarsi, è stato proprio nel continuare a dialogare con i partiti tradizionali, sempre pronti a raccogliere i voti che civici portano per poi fagocitarli o addirittura espellerli dalle proprie maggioranze come è avvenuto ad esempio a Tolentino.
Il pragmatismo dei civici li ha sempre spinti verso la mediazione pur di garantire un apporto nell’amministrare la cosa pubblica, ma le esperienze maturate fino ad oggi dovranno farci riflettere a fondo su quanto questa strada sia ancora praticabile.
Quando il contrasto sociale è così forte, quando il civismo diventa una facile verginità politica che in troppi cercano di attribuirsi, è il momento di fare scelte di fondo chiare e corrispondenti alle necessità dei cittadini, e prima fra tutte quella di garantire la massima partecipazione diretta di ogni singolo alla vita politica collettiva.
Questo oggi nessuno lo garantisce e assistiamo, purtroppo, ancora una volta all’affermarsi di formazioni piramidali dove il leader è a capo di tutto.
E’ su questo che chiameremo tutte le liste civiche marchigiane a confrontarsi.
Italo Campagnoli
Coordinatore regionale Liste Civiche Marche
APPROFITTIAMONE

Ogni cittadino è chiamato dal governo a segnalare gli sprechi…strano sono loro gli esperti strapagati per questo, ma visto che hanno bisogno delle nostre segnalazioni approfittiamone per dire chiaro e tondo e direttamente quello che vogliamo.
Basta cliccare qui:
http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm
e incollare nello spazio del commento un pro memoria di questo tipo:
Gentile governo segnaliamo questi sprechi e i conseguenti risparmi:
si possono risparmiare sette miliardi annui livellando le pensioni a un massimo mensile di 3.000 euro, recuperare i 98 miliardi evasi dalle società di slot machines, un miliardo non erogando finanziamenti pubblici ai partiti, 400 milioni annui tagliando contributi diretti e indiretti ai giornali, 600 milioni annui con il rientro dei nostri soldati dall'Afghanistan, 10 miliardi non comprando i cacciabombardieri F35, qualche miliardo con la soppressione delle Province, un centinaio di milioni annui di risparmio dal Quirinale che costa quattro volte Buckingham Palace, 22 miliardi rinunciando all'inutile TAV in Val di Susa, 3/4 miliardi annui con il ritorno allo Stato delle concessioni autostradali il cui utile va a società private, e altri milioni ancora tagliando auto blu, doppi incarichi, eliminazione dei vitalizi parlamentari, riduzione del 60% degli stipendi di deputati, senatori e consiglieri regionali, le scorte, un tetto massimo di 200.000 euro per i dirigenti di aziende statali, eccetera.
Fatelo, prima che chiudano questo utile canale per far sentire la nostra voce
Liste Civiche Marche
AVANTI UN ALTRO!

Chissà perché i politici marchigiani sono sempre pronti a fare a gara per chi è più disponibile alle richieste del grande business dell’energia…
L’ultimo arrivato, in ordine di tempo, a dare manforte a Terna (la più grande rete di trasmissione di energia elettrica in Europa) di Luigi Roth, viene dalle fila dell’IDV ed è stato eletto a Pesaro.
Di seguito il comunicato dei Comitati firmato anche da Liste Civiche Marche e Democrazia Diretta Pesaro.
La Mozione 309
Riportiamo dalla mozione n.309 presentata dal Consigliere Acacia Scarpetti (IdV) al Consiglio Regionale i seguenti e salienti brani :
" Vista l'inerzia e la completa nullità di atti che le province e i comuni marchigiani interessati hanno reso, mostrando una irresponsabilità ed una inadeguatezza gestionale e politica rispetto alla questione così delicata, importante e necessaria;
...Visto l'infruttuoso ulteriore appello del 21 marzo 2011 della
.....Presidenza della Giunta Regionale;
.....IMPEGNA
..... il Presidente e la Giunta Regionale a iniziare con urgenza le procedure di autorizzazione dell'opera attivando la procedura CONFERENZA STATO – REGIONE e modificare il protocollo di Intesa esistente tra Regione – Terna – ed Enti Locali, riassumendo ....in modo organico e centralizzato l'intera responsabilità della gestione tecnica politica del provvedimento avviando a conclusione il prima possibile l'iter autorizzativo dell' opera al fine di ....pervenire in tempi più celeri possibili al raggiungimento dei .....benefici ambientali, energetici, e ai conseguenti investimenti economici e occupazionali di Terna utilizzando il più possibile le maestranze e imprese locali."
Francamente non credevamo ai nostri occhi.
L'arroganza e l'ignoranza si uniscono e danno il segno di quanta profonda sia la crisi morale ed etica del ceto politico-burocratico
In poche righe il consigliere definisce inutili ed illegali le prese di posizione di quei Comuni e di quelle province che, su istanza documentata e trasparente dei Comitati, chiedono ciò che ci sembra normale :
1) a cosa serve l'elettrodotto ?
2) se serve, perchè quel tragitto e quella scelta tecnica (via aerea). Ricordiamo ai dimentichi come l'università' di Camerino abbia dimostrato che le scelte di Terna non sono ne' la più logiche, ne' la più economiche, ne' la più rispettose di una Valutazione di Impatto strategica corretta.
3) ammesso ( e finora non concesso visto le risposte evasive di Therna, nonchè l'assoluta incapacità delle strutture dell'Ufficio Ambiente della Regione Marche di partecipare e sostenere il confronto con gli Enti Locali ed i cittadini) che il maxi-elettrodotto sia necessario chiediamo in che misura Therna, e con lei gli Uffici Regionali e Ministeriali, garantiscono i diritti indisponibili, quali Salute e valore del patrimonio e degli investimenti dei cittadini coinvolti, sarebbe meglio scrivere travolti, loro malgrado dall'invadenza degli impianti. Nonche' del diritto alla tutela del Paesaggio, costituzionalmente sancito.
Il consigliere "a umma a umma" Scarpetti trancia tutto e in barba ai principi di precauzione, concertazione e celerità sanciti dall'unione Europea e dall’ordinamento nazionale, riesuma lo stile borbonico-clientelare-oscurantista del "qui comando io" e del totale disprezzo dei diritti dei cittadini.
Ci auguriamo che il Consiglio Regionale sappia respingere e condannare le pretese del sig. Scarpetti e sia in grado di ricondurre l'Ufficio Ambiente della Regione Marche al suo ruolo si servitore dei cittadini e delle leggi.
Auspichiamo che il Presidente Spacca, per le sue funzioni amministrative, e l'on Favia, per il suo ruolo politico di segretario dell'IdV, sappiano dare la giusta tirata d'orecchie alla presunzione ed alla arroganza del Consigliere Scarpetti.
Da parte nostra invitiamo tutti i consiglieri regionali all'incontro che avverrà in Senigallia, auditorium San Rocco, giovedì 17 maggio - ore 21.00. In quella occasione illustreremo dettagliatamente mezzi e strumenti con cui i cittadini tuteleranno i loro sacrosanti diritti, peraltro sanciti dalla Costituzione italiana e dalle direttive Europee.
Coordinamento dei Comitati a tutela delle Valli Metauro Cesano e Candigliano
Comitato Pro Schieppe
Comitato Cesano Sostenibile
Comitato No Elettrodotto Fano-Teramo
Comitato Territorio Sostenibile
Comitato No Biomasse a Civitanova
Comitato Tutela Alta Val Fiastrella
Comitato tutela ambiente Sassoferrato
Comitato Difesa Monte Mezzano
Comitato Belforte sul Chienti
Associazione Ambiente e salute nel Piceno
Marche per Rifiuti Zero
Democrazia Diretta Pesaro
Liste Civiche Marche
Comitato no Antenna Solfanuccio
Comitato no Antenna Mondolfo
PS : Associazioni Comitati e gruppi che vogliano aderire sono pregati di mettere in calce la loro firma, di diffondere ilo Comunicato e di inviarlo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
PER RICORDARE

Potrei dirvi cos’è il 6 aprile
Pochi giorni fa ho rivisto in tv (su La7) il film Draquila, di Sabina Guzzanti: mi è sembrato “diverso” rispetto a due anni fa, superato per determinati dettagli ma ancora terribilmente attuale e duro, realistico e disvelatore. L’appendice integrativa e il commento di Mentana lo hanno poi confezionato come un proiettile, di quelli che si insinuano dentro e non trovano più via d’uscita. Uno dei momenti televisivi più significativi sul noto anniversario, che io chiamerei piuttosto commemorazione annuale. Del resto è questo l’unico atto pensabile per i media, la commemorazione. Sì, certo, qualche giornalista e qualche testata nazionale si sono azzardati ad indagare, a percorrere la strada di piccole inchieste. Ma del resto all’università mi avevano avvisato che la notiziabilità (la newsworthy per gli inglesi) dipende da alcuni decisivi fattori, primo fra tutti la “novità”. E dov’è la novità in un giorno che ricorda un cataclisma come tanti, che ha colpito una piccola città di un mediocre Paese come il nostro, tre anni or sono?
E Bossi ha vinto. La “resa”, le sue dimissioni da segretario federale della Lega Nord… hanno preso il sopravvento. E quel giorno ovunque, su stampa e tv, radio, ma anche sui social network, nessuno ha potuto sottrarsi dal commentare la notizia più importante dell’universo Italia.
Che dire, quando mi è stato chiesto di scrivere qualche riga su L’Aquila e ciò che è stato ed è, ho accettato con piacere, senza sapere cosa avrei potuto realmente mettere nero su bianco. Perché, capite, è stato un evento così significativo per me, per noi, che fare ordine tra le idee e non cadere nella banalità, nel già detto, nel patetico, diventa una piccola impresa.
Ho quindi iniziato a vagliare varie ipotesi, varie argomentazioni cui dare attenzione con le mie parole. Ma niente sembrava degno di nota. Ho pensato di raccogliere le informazioni principali sullo stato della ricostruzione, ma che senso avrebbe avuto? Tutti possono trovarle, queste informazioni. Si può persino consultare la relazione del ministro Fabrizio Barca su ciò che “non è stato” a tre anni dal sisma.
Eppure qualcosa che possa lasciare un segno, che possa restare nella vostra mente per qualche minuto di questa giornata qualsiasi… vorrei trasmetterlo. Sono felice di poter scrivere della mia città in un giorno come tanti, perché il 6 aprile è già passato e tutto è tornato al suo lento scorrere.
Potrei descrivere il mio 6 aprile 2009, il terrore che si è impadronito di me quando, lontana dalla mia famiglia e non a L’Aquila, ho acceso il cellulare alle 8 del mattino trovando sms di decine di conoscenti che chiedevano informazioni, ma nulla dei miei cari. Potrei chiudere gli occhi e rivedermi al cellulare, accanto alla finestra aperta perché credevo di soffocare e nessun segnale dalla mia famiglia riusciva a raggiungermi. Crudele scherzo del destino: tra tante chiamate e messaggi memorizzati dal mio telefono non c’erano i più importanti. Non so quanti minuti siano passati prima che una voce all’altro capo di quel maledetto dispositivo mi dicesse “stanno bene”. Forse mezz’ora, un’ora. Ma, per me, una vita intera, che davanti ai miei occhi è diventata un frammento lontano.
Potrei raccontarvi del mio modo di “elaborare” il lutto collettivo, delle perdite di tanti cari amici, del senso di colpa devastante per non essere stata lì, in quel momento, e nei momenti successivi per scavare anch’io con le mie mani insieme a chi c’era. Potrei poi descrivervi i mesi seguenti, il mio tentativo disperato di recuperare qualcosa di perduto, facendo servizio nella mia associazione di Protezione Civile, vivendo nelle tendopoli, trasferendomi come sfollata da un residence all’altro sulla costa insieme ai miei genitori, diventando “ricercatrice”, per capire, per narrare di un disagio sociale sconvolgente.
Potrei anche dirvi che ho visto ammalarsi mio padre per l’impotenza di vedersi crollare davanti la propria semplice quotidianità. Che mia madre da allora non ha più smesso di piangere e di maledirsi perché vorrebbe poter fare qualcosa. Che mia nipote, di tre anni e tre mesi, conosce il mondo e i paesaggi e le costruzioni intorno a sé chiedendo “Anche quelle case sono rotte?”.
Potrei raccontarvi lo sgomento che nutro per la perdita di alcuni amici con cui sono cresciuta, altri con cui ho vissuto esperienze meravigliose. Potrei raccontarvi la rabbia che ho dentro per non avere più la casa in cui sono cresciuta, perché i miei genitori aspettano ancora di capire e sapere cosa sarà di quelle mura, di quel valore ormai perso e mai risarcito.
Potrei anche parlarvi della non ricostruzione, dei turisti che passeggiano per le due strade aperte del centro storico a fotografare polvere e vuoto. Potrei dirvi che ogni volta che torno giù, “a casa”, spero che tutto torni a vivere, ad animarsi, a prendere forma. Potrei sorridere della mia incapacità di accettare che, naturalmente, per molte persone questo mio dramma resta mio e non può essere compreso né condiviso.
Potrei e, se qualcuno di voi che leggete ne avrà il desiderio, potrò magari descrivervi cosa prova la gente a L’Aquila, quali sono i problemi maggiori, dov’è finito il tessuto sociale, cosa significa non avere più una città e non solo un centro storico. Ma la difficoltà di fare ordine e di trasmettere le mie sensazioni più profonde è troppo grande per consentirmi di scrivere tutto ciò che “potrei dirvi”. E allora vi chiedo scusa, per le eccessive o insufficienti parole che hanno occupato questo spazio. Dopotutto una volta qualcuno ha detto: ci sono storie che devono essere raccontate. Perché raccontarle significa risarcire il passato salvandolo dall'oblio.
Eleonora Celi
CEMENTO A MARCHE NORD - notizie dalle province

Nella foto qui sopra quello che l'assessore Mezzolani vorrebbe seppelire sotto il cemento.
MARCHE NORD: SABATO TUTTI A FOSSO SEJORE!
Sabato 21 Aprile alle ore 11 saremo a Fosso Sejore per salvare quell’angolo verde del nostro territorio costiero dalla devastazione e dalla cementificazione. Noi di democrazia Diretta Pesaro, come tutti, vogliamo una sanità che funzioni, ma se va fatto un ospedale nuovo che sia costruito nel luogo più adatto, identificato attraverso studi tecnici e sostenuto da un piano finanziario. Invece i politici quasi all’unanimità ci dicono di aver già deciso e, mentendo, che nulla potrà essere cambiato. Su 73 consiglieri comunali pesaresi e fanesi quelli che hanno votato contro la costruzione del nuovo ospedale a Fosso Sejore si contano sulle dita di una mano, forse perchè è più facile assecondare le richieste di pochi ricchi potenti e proprietari di quell’area che rispondere alla richiesta di più di 20 associazioni di cittadini che chiedono eventualmente di utilizzare aree pubbliche. Fino ad oggi le uniche motivazioni per giustificare lo scempio di questa scelta sono ridicole e irreali, come sostenere che Fosso Sejore è “facilmente raggiungibile” e “avrà una stazione ferroviaria”. Nessun ente amministrativo ha fornito un progetto definitivo, un costo complessivo documentato dell’operazione, un piano per il reperimento delle risorse, ma nonostante tutto si è già scelta l’area. Democrazia Diretta Pesaro chiede che questa follia sia fermata, che tutta la cittadinanza della provincia venga informata, coinvolta ed ascoltata, che si avvii una procedura democratica e partecipativa sul modello francese del “Debat Public”. Per fermare questo modo di amministrare e la prepotenza dei partiti dobbiamo tutti impegnarci in prima persona, cominciamo da Fosso Sejore.
Sabato scendi in strada con noi e fai girare la notizia.
Democrazia Diretta Pesaro
CHI PAGA ? - notizie dalle province

Riceviamo da San Benedetto del Tronto questa lettera indirizzata al sindaco che chiede informazioni su una spesa del tutto discutibile.
Riteniamo questo un segnale inequivocabile dell'attenzione che i cittadini dedicano con vero spirito civico alla cosa pubblica e alla gestione allegra che i politici fanno delle risorse comuni. E' bene che i partiti capiscano che i tempi delle vacche grasse sono finiti.
Ora, anche per loro.
Al sindaco di San Benedetto del Tronto
Ai Consiglieri comunali di San Benedetto del Tronto
Rilevato che in merito alla pubblicazione del giornale Il Fatto di giovedì 29 marzo 2012 che “A San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, occorrono due collaboratori e 45 mila euro per catalogare il patrimonio bibliotecario” l'Assessore alla cultura non ha fornito né sul quotidiano citato e né attraverso media locali dichiarazioni di merito.
Ritenendo che la vicenda debba essere messa all'attenzione dell'opinione pubblica e che debbano essere fornite dichiarazioni di merito sia per la spesa, che è straordinaria in quanto nella biblioteca comunale è impiegato un personale comunale obiettivamente in grado di svolgere attività di catalogazione, e sia per come tale spesa non ordinaria non è in relazione con le politiche del comune di San Benedetto del Tronto che è impegnato in operazioni continue di trasformare i costi storici dei servizi i costi standar.
La presente si invia al Sindaco di San Benedetto del Tronto e lo si invita a dare spiegazione delle motivazioni per la scelta fatta dall'amministrazione comunale.
Si chiede a tutti i consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, di fare tutte le azioni in consiglio comunale per pubblicizzare in consiglio e nella città tutte le motivazioni di questa spesa straordinaria in forte contrasto con la crisi economica che stiamo attraversando
Felice Di Maro
Rinaldo Salvo San Benedetto del Tronto
MORIRE DEMOCRISTIANI

Se pensiamo ai leghisti con le lacrime agli occhi sotto la sede di via Bellerio a difendere fino alla fine, fino all'impossibile il proprio vecchio, malandato e disonesto leader, ci prende lo sconforto...
Noi Italiani, siamo fatti così:
I Savoia, hanno dichiarato due guerre mondiali in 25 anni. E cambiando alleato all’ultimo momento o in corso d’opera. Centinaia di migliaia di morti, quasi tutti ragazzi dei ceti più poveri. E distruzioni enormi .
Finita la seconda, facciamo un referendum ; monarchia o repubblica:
Per un pelo, non vince la monarchia.
La DC era contraria a dare il voto alle donne, il PCI era favorevole:
Passa la legge proposta dal PCI. Le donne hanno diritto al voto:
Votammo, e le donne, nella stragrande maggioranza, votarono DC.
La scala mobile, era quel meccanismo che permetteva ai salari, di recuperare, in parte, gli effetti dell’inflazione.
Votammo un referendum; la maggioranza votò per ABOLIRE la scala mobile.
Scoppiò Mani Pulite, e si venne a conoscenza della Loggia P2, dichiarata illegale.
Votammo, ed eleggemmo premier, la tessera P2 n. 1816, con il tirapiedi n. 2232 e molti, molti altri. E per TRE VOLTE quasi CONSECUTIVE.
E per fortuna, Mubarak, è stato spodestato, altrimenti, la di lui nipote, dichiarata tale DAL NOSTRO PARLAMENTO, chissà che carriera avrebbe fatto.
Le banche, hanno aiutato 1816 & C., a mettere in ginocchio l’Italia.
L’ operato dei banchieri chiamati a rianimare il cadavere che loro stessi hanno causato, hanno i sondaggi in favore.
Forse, come fanno le “piangitrici di professione”in Sicilia, perché piangono sul morto. Naturalmente a pagamento.
Ah, dimenticavo, per un pelo, grazie al voto popolare, il rampollo dei Savoia, non vince il festival di San Remo.
Antonio d.
BUONE NOTIZIE
| Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio |
04/04/2012 |
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Care Amiche e Cari Amici, ecco un breve aggiornamento sulla campagna per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati. DUE VIDEO SULLA CAMPAGNA CENSIMENTO Vi informiamo che sono stati preparati due video (che potrete anche utilizzare per i vostri incontri locali): - il primo è una video intervista di circa 16 minuti che sintetizza la nostra campagna nazionale, i dati essenziali sul nostro Forum e altre considerazioni su consumo di suolo ed esperienze virtuose in atto (realizzata da Duccio Facchini e Maurizio Bongioanni): http://www.youtube.com/watch?v=PYK6z6BHXoA&feature=youtu.be - il secondo è un servizio di Duccio Facchini per Altreconomia e contiene interviste a Sindaci ed esperti del settore, in due parti: http://www.youtube.com/watch?v=rF2Or3bjSOU&feature=relmfu http://www.youtube.com/watch?v=WZI5STEik7c&feature=relmfu SOSTEGNO DAL MINISTERO DEI BENI CULTURALI Abbiamo ricevuto una importante comunicazione da parte del Ministero ai Beni Culturali, che ci segnala (nonostante non ci sia ancora stata una richiesta specifica da parte nostra) la piena condivisione della nostra iniziativa. Trovate qui il testo integrale del documento inviatoci: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/03/il-ministero-dei-beni-culturali-risponde-alla-nostra-lettera-sul-decreto-liberalizzazioni/ APPOGGIO DELL'ANCI E DEI COSTRUTTORI EDILI DI CONFINDUSTRIA Anche l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e i Costruttori edili di Confindustria (ANCE) hanno pubblicamente confermato il loro appoggio all'iniziativa; potete ascoltare la mezz'ora integrale della trasmissione radiofonica "La Radio ne parla" che Radio Uno ha dedicato alla nostra campagna nazionale e le ottime valutazioni espresse grazie agli stimoli di Luca Martinelli: http://www.radio.rai.it/podcast/A42431902.mp3 IL CENSIMENTO E I MEDIA... Buona attenzione ci hanno riservato i media nell'avvio della campagna: - una diretta a Caterpillar (Radio 2) la sera del 27 Febbraio per annunciare la partenza dell'iniziativa, - il lancio di un dispaccio Ansa (27 febbraio), - intervista su Uno Mattina/Rai tv (3 marzo), - dibattiti in diretta su Ecoradio, Radio24 (Sole 24 Ore), Radio Articolo 21 - interviste su molte tv e radio locali, - intervista sul quotidiano free press milanese Metro - articoli su Repubblica.it, il Fatto Quotidiano, Altreconomia e Il Cambiamento - moltissimi articoli sui giornali locali, - ovviamente largo spazio su molti siti/blog/giornali web. Sappiamo che occorre ancora "alzare il tiro"; in particolare la stampa quotidiana - come prevedevamo - ci ha riservato solo qualche trafiletto locale e quindi dovremo inventarci situazioni che aprano anche i loro riflettori. A breve vi invieremo un aggiornamento sull'invio delle mail ai Comuni e sulle prime risposte ricevute... Alessandro Mortarino (coordinatore nazionale) |
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| Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio "SALVIAMO IL PAESAGGIO - DIFENDIAMO I TERRITORI" www.salviamoilpaesaggio.it |
CASTA LOCALE, METODO NAZIONALE - notizie dalle province

Se un cittadino avesse voluto capire con quali mezzi i partiti mantengono ancora incredibilmente un certo consenso avrebbe dovuto partecipare all'incontro di lunedì in provincia a Pesaro sull'ospedale nuovo.
Una vera lezione sui metodi della propaganda.
Il dibattito si è svolto in certi tratti in maniera anche interessante, perché i rappresentanti del comitato "la salute ci riguarda" con le loro documentate osservazioni e la disponibilità a cercare soluzioni condivise, hanno costretto i rappresentanti delle istituzioni a svelare finalmente qualche dato su che tipo di progetto intendono realizzare, con quale metodi raccogliere fondi, quale idea di sanità inseguono per il futuro e, bontà loro, a farli ammettere la necessità di informare di più i cittadini. Ma al momento di entrare nel merito delle questioni i navigati politici si sono rifugiati nei mezzucci della propaganda spicciola e nell'omissione di informazioni e confronto.
L'incontro proposto da Rete Italia è stato conseguentemente aperto dall'intervento di Eusebi per il PDL, il quale ha immediatamente dimostrato quanto fosse d'accordo con il PD, tanto che si sarebbe potuto pensare ad un suo cambio di casacca. Poi il sindaco di Pesaro Ceriscioli è ricorso allo stratagemma berlusconiano di provocare la platea per poi invocare democrazia, il presidente della provincia Ricci addirittura accusava il relatore del comitato di non essere democratico interrompendolo mentre parlava, il sindaco di Fano Aguzzi se le cavata con qualche furba battuta.
Nessuno di loro ha risposto alle domande poste.
Ma il culmine si è toccato con il lunghissimo intervento conclusivo dell’assessore regionale Mezzolani il quale ad alta voce ripeteva incessantemente di “avere il dovere”, di fare tutto quello che fa, ma non ha mai risposto ad una sola delle tante domande chiare e specifiche che gli sono state fatte. Il passaggio quasi comico è quando ha tuonato “contro certi primari che difendono i loro privilegi” e al riguardo sarebbe stato interessante sapere cosa ne pensa dei suoi privilegi, visto che tra lui e il suo tecnico Ruta che gli stava affianco ci costano mezzo milione di euro all’anno e la regione Marche è una delle poche che non intende toccare i costi dei propri politici.
La ciliegina sulla torta l’ha messa l’ospite Giannotti quando a chi chiedeva a gran voce che l’assessore rispondesse alle domande ha proclamato: “il dibattito (pubblico) è chiuso, queste cose le discutiamo in privato”.
Democrazia Diretta Pesaro




